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Domenica 19 aprile ore 20

A Cena con il regista

Invitante buffet con i prodotti di Libera Terra gestito dai volontari di Equobandeko di Sulbiate. Ospite il regista Fernando Muraca. Segue la proiezione del film La Terra dei Santi.
L'evento, organizzato da Bloomcinema, ha il patrocinio del Comune di Mezzago per dar seguito alla Giornata Nazionale contro tutte le Mafie del 21 marzo scorso.

E' gradita la prenotazione scrivendo a: veronica.cattaneo@comune.mezzago.mb.it

 

 

 

IL FILM

LA TERRA DEI SANTI

di Fernando Muraca, Italia 2015, thriller, 89’.

Con Valeria Solarino, Ninni Bruschetta, Lorenza Indovina, Tommaso Ragno, Marco Aiello.

PROIEZIONI:

Martedì 14.04 ore 21:00 ing. € 5,50

Mercoledì 15.04 ore 21:30 ing. € 5,50/3,50 - STUDENTI € 3,00!

Giovedì 16.04 ore 20:30 ing. € 5,50/3,50 - STUDENTI € 3,00!

Venerdì 17.04 ore 20:30 ing. unico € 4,00NON C’è QUESTO FILM

Sabato 18.04 ore 20:00 ing. € 5,50/3,50

Domenica19.04 ore 21:30 ing. € 5,50/3,50 – Interviene il regista FERNANDO MURACA

Domenica 19 alle ore 20 – A CENA CON IL REGISTA

Ad accogliere, ore 20,00 un invitante buffet con i prodotti di Libera Terra gestito dalla Bottega MondoAlegre Equobandeko di Sulbiate.

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TRAMA DEL FILM

Calabria, oggi. Caterina è la moglie del boss ‘ndranghetista Alfredo e ha allevato il loro figlio Pasquale per un futuro di capomafia. Assunta, sorella minore di Caterina, ha già perso il marito, ucciso nella guerra fra bande, e vede il figlio Giuseppe incamminarsi sulla stessa strada. Vittoria, magistrato contro la ‘ndrangheta, cerca di infrangere il muro di omertà che lega i componenti della famiglia a protezione del potere incontrastato di Alfredo. E quando Nando, neomarito di Assunta, viene arrestato, Vittoria intravede la sua occasione.

Lungometraggio di esordio di Fernando Muraca, La terra dei santi è basato sul romanzo Il cielo a metà con cui Monica Zapelli, già sceneggiatrice de I cento passi, fa il suo debutto nella letteratura. L’adattamento cinematografico ha molti aspetti positivi e qualche ingenuità: in positivo ci sono una struttura narrativa forte, ottime interpretazioni da parte di tutto il cast, con una sorprendente Lorenza Indovina nei panni di Caterina, una fotografia livida e fortemente contrastata che sottolinea le divisioni in bianco e nero fra legalità e crimine, fra maschi e femmine, fra codici d’onore personali e regole della società, quella mafiosa come quella civile. Ottima la regia in alcune brevi scene d’azione che si ispirano più al western che al mafia movie, e azzeccata la durata contenuta del film, che si interrompe al momento giusto.

Recensione.

Paolo D’Agostini, la Repubblica. Il primo lungometraggio di finzione di Fernando Muraca parla di criminalità calabrese senza la grandiosità dell’affresco e senza voler fornire una chiave di interpretazione onnicomprensiva. Ma concentrandosi su un dettaglio. La triangolazione fra tre donne. La magistrata Valeria Solarino dalla parte dello Stato. E le sorelle Antonia Daniela Marra (Assunta) e Lorenza Indovina (Caterina) sull’altro fronte del familismo mafioso. Asciutto, antiromanzesco, lucidamente “giornalistico” tanto nel raccontare la personalità della donna di legge con la sua tenacia e le sue debolezze quanto nel mettere a nudo le miserie umane e morali del fronte criminale il cui cemento interno è fatto di sottomissione e viltà, accresce e non annacqua questo risultato il lasciare spazio all’emotività femminile, al filo di comunicazione che, tra richiami e sentimenti contrastanti, tra donne si stabilisce. La quarta figura di rilievo, affidata al sempre giusto Ninni Bruschetta, è il poliziotto che fa da guardaspalle alla magistrata.