Ambiente, Territorio e Sostenibilità

Poche attività come il compostaggio domestico riescono a coniugare il vantaggio del singolo con quello di tutta la collettività, un positivo effetto ambientale ad un risparmio economico.
L’utilizzo degli scarti della cucina e delle risulte della manutenzione del verde permette infatti ad ogni famiglia di produrre senza spese un ottimo fertilizzante organico da utilizzare in giardino o nell’orto; in tal modo, inoltre, circa il 30% dei rifiuti vengono reinseriti nel ciclo naturale, senza dover fare ricorso ai servizi di gestione comunali.
La pratica del compostaggio domestico, inoltre, contribuisce allo sviluppo di una coscienza ecologica del cittadino.
L'Amministrazione comunale in collaborazione con CEM Ambiente spa ha organizzato un corso di compostaggio domestico, articolato su incontri teorici e sessioni pratiche, che permette ai corsisti di acquisire tutte le nozioni necessarie per gestire nel proprio giardino i rifiuti organici, senza inconvenienti e fastidi.
Il regolamento comunale e la tariffa sullo smaltimento dei rifiuti prevedono inoltre delle agevolazioni di carattere economico per chi dimostra di praticare il compostaggio domestico nel modo corretto, così come previsto dal regolamento.

Carta delle città europee per uno  sviluppo durevole e sostenibile

La Carta di Aalborg è stata approvata dai partecipanti alla conferenza europea sulle città sostenibili, che si è svolta ad Aalborg, Danimarca, dal 24 al 27 maggio 1994 sotto il patrocinio congiunto della Commissione europea e della città di Aalborg e che è stata organizzata dal Consiglio internazionale per le iniziative ambientali locali (ICLEI).

Il progetto di Carta è stato elaborato dall'ICLEI insieme al ministero per lo sviluppo urbano e i trasporti dello Stato federale della Renania del Nord-Westfalia, RFG. La Carta rispecchia inoltre le idee e il contributo redazionale di partecipanti diversi.La Carta di Aalborg è stata firmata inizialmente da 80 amministrazioni locali europee e da 253 rappresentanti di organizzazioni internazionali, governi nazionali, istituti scientifici, consulenti e singoli cittadini.

Con la firma della Carta le città e le regioni europee si impegnano ad attuare l'Agenda 21 a livello locale e ad elaborare piani d'azione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile, nonché ad avviare la campagna per uno sviluppo durevole e sostenibile delle città europee. Il progetto di Carta è stato esaminato da oltre 600 partecipanti suddivisi in 36 gruppi di lavoro in occasione della conferenza di Aalborg.Il testo finale rispecchia diversi suggerimenti e le osservazioni formulate dai partecipanti. Tuttavia, il gruppo editoriale della Carta ha considerato che diverse proposte di modifica sostanziale meritano un'attenzione più approfondita e non possono essere inserite nella Carta come mera aggiunta. Per questo si è proposto di affidare al gruppo di coordinamento della campagna l'esame delle modifiche proposte, di proseguire l'elaborazione della Carta e di sottometterla successivamente ai partecipanti alla seconda conferenza europea per lo sviluppo durevole e sostenibile delle città che si svolgerà a Lisbona, Portogallo, nel settembre 1996.

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Sviluppo sostenibile

da una definizione del International Council for Local Enviromental Initiatives (ICLEI)

«  [...] lo sviluppo che fornisce elementi ecologici, sociali ed opportunità economiche a tutti gli abitanti di una comunità, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale che da queste opportunità dipendono.>>  

Premessa alla relazione della Commissione Bruntland "Our Common future" del 1987

« [...] è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri »

L’ALTERNATIVA AL CONSUMO DI SUOLO

PROPOSTE AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI E AI CITTADINI PER GOVERNARE IL TERRITORIO SENZA CONSUMARE ALTRO SUOLO E ULTERIORE VERDE.

mercoledì 9 giugno 2010 - C.na Sofia, 1 - strada comunale per Basiano - CAVENAGO DI BRIANZA (MB)

 

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L'acqua è uguale per tutti
Il Comune di Mezzago  riconosce l’Acqua come “Bene Comune”  e il Servizio Idrico Integrato come “servizio privo di rilevanza economica”.
Il decreto legge Ronchi “salva-infrazioni comunitarie”, con le contrastate norme sulla privatizzazione dell’acqua, è legge. La Camera ha approvato la conversione con 302 voti a favore e 263 contrari lo scorso giovedi, 19 novembre. Unico paese in Europa, l’Italia si è avviata verso la privatizzazione dell’acqua
La sua conversione in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita. Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
 
Il Consiglio Comunale nella seduta del 30 novembre ha deliberato un testo per dichiarare l'acqua un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente; diritto  inviolabile, universale, inalienabile ed  indivisibile dell’uomo, dichiarando inoltre il Servizio Idrico Integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini.
 
Il testo della delibera "tipo" è scaricabile e consultabile al sito:
Perfetta potaura

1) Non è vero che una pianta ornamentale deve essere potata se messa al posto giusto una pianta non richiede interventi se non in casi molto particolari. Non è vero che una pianta più si pota e più si rinforza l’emissione di molti rami vigorosi non e segno di salute ma sintomo di una enorme fame di energia (la pianta “mangia" con la fotosintesi).

2) Dovendo contenere una pianta messa al posto sbagliato, meglio fare molti tagli piccoli che pochi grandi (capitozzi): infatti così la pianta potrà reagire meglio alle ferite.

3) I tagli devono essere netti sono da evitarsi assolutamente le slabbrature della corteccia.

4) E’ bene evitare di lasciare moncherini di ramo: è meglio lasciare degli apici che
consentano alla pianta una più rapida ripresa.

5) Dovendo eliminare un ramo, non tagliare a filo tronco, ma rispettare il collare (ingrossamento posto all’inserzione tra tronco e ramo). Proprio lì, infatti la pianta concentra le proprie difese naturali.

6) Su di una pianta giovane, e bene eliminare, in fase di potatura di formazione, le “forcelle", che in futuro potrebbero divenire punti di debolezza strutturale per la pianta.

7) La pianta può essere potata sia a fine inverno (febbraio) che in estate (potatura verde). Bisogna evitare di potare le piante quando buttano le nuove foglie (le si sottopone ad un inutile stress energetico) ed in ottobre, quando l'ambiente e ricco delle spore dei funghi, che potrebbero meglio infettare le ferite.

8) Non e spalmando un mastice che si rimedia al danno inferto con un capitozzo maldestro cosi come non si rimedia all'amputazione di un braccio con un cerotto.

9) Ricordarsi che la potatura migliore è quella che non si vede, e che un giardiniere ci mette più tempo e professionalità potando in questo modo che non capitozzando una
pianta.

10) Per interventi su piante di una certa dimensione non affidarsi al primo venuto, ma assicurarsi di avere a che fare con un giardiniere professionista ed aggiornato.